Non ricordo più il sapore del mare, quel suo abbraccio salato che si mescolava ai colori dell’orizzonte e al corallo dei tuoi occhi. Non ricordo più il calore del sole sulla pelle, i suoi raggi avvolgenti, capaci di farci sentire parte della luce. Non ricordo l’odore della pioggia sull’erba, né quello che lasciava sui nostri corpi sorridenti, quando noi, avevamo il mondo dentro gli occhi.
Non ricordo.
Non ricordo più il sapore della felicità delle cose semplici, della vita vissuta senza domande, senza paura, senza il bisogno di spiegare ogni cosa. Perché la vita è vita, lasciarla accadere, senza ingarbugliarla nei labirinti della mente, senza imprigionarla negli scarabocchi dei pensieri.
Mi ricordo di un noi.
Mi ricordo di quando facevamo l’amore e il mondo, fuori, poteva anche fermarsi. Di quando giocavamo come bambini. Di quando ci bastava uno sguardo per inventare universi, una carezza per sentirci a casa, un sorriso per credere che la felicità non fosse un luogo lontano, ma semplicemente il posto in cui eravamo insieme.
Avevamo occhi magici. E forse era questo il nostro segreto: non guardavamo il mondo per quello che era, ma per quello che poteva diventare attraverso di noi. E il mondo ci sorrideva.
Amanti della poesia, della musica, delle passeggiate senza meta, di quelle strade che non conducevano da nessuna parte e che, proprio per questo, ci portavano ovunque. Amanti della vita, quando ancora sapevamo riconoscerla nelle piccole cose, quando non avevamo bisogno di rincorrerla perché ci camminava accanto, leggera.
Quel noi.
La nostra vita.